Articoli nella sezione ‘La nostra storia di Festivals e Convegni’

Autori per Roma – la città e il mondo
un progetto di Pierpaolo Palladino al Teatro Eliseo per i nuovi autori

italo-stranieri

IV edizione

La manifestazione è realizzata con il sostegno del Comune di Roma,
Assessorato alle politiche culturali

11 e 12 giugno Teatro Eliseo ore 21,00

Un fenomeno in grande espansione quello dei nuovi autori italo-stranieri, figli di immigrati o naturalizzati italiani che scrivono direttamente in lingua italiana e per il quale l’interesse è sempre più ampio.
Ciò spiega il successo di pubblico e di critica che ha accolto le prime tre edizioni della Rassegna “Autori per Roma”  ideata e diretta da Pierpaolo Palladino, prima al teatro Vascello, poi nell’estate romana all’anfiteatro di parco Alessandrino a Tor Tre Teste, alternando autori italiani e stranieri per uno sguardo incrociato sulla nostra città.
Ora l’ass. cult. Racconti Teatrali vuole approfondire la conoscenza dei nuovi autori italo-stranieri per laquarta edizione interamente dedicata a loro: “Roma vista dagli immigrati”, che proponga autori di area asiatica a fianco di quelli di area africana, sudamericana, e dell’est europeo, anche non necessariamente di teatro, ma che si cimentino con la scrittura teatrale. Questo l’obiettivo finanziato dal IV Dipartimento del Comune di Roma e condiviso dal direttore artistico Massimo Monaci, che ospiterà la manifestazione l’11 e 12 giugno nella sala grande del teatro Eliseo.

Autori per Roma incontra i narratori
Come testimonial teatrale che parli degli stranieri dal punto di vista di un italiano, chiuderanno le serate due maestri del teatro di narrazione.
Marco Baliani, lunedì 11, racconterà dell’esperienza vissuta con i ragazzi degli slums di Nairobi, quando furono ospitati sui palcoscenici del Globe Theatre e del 1° maggio a San Giovanni per lo spettacolo “Pinocchio Nero “, nell’ambito di un progetto di recupero curato da Amref “.
Ulderico Pesce, martedì 12, ricorderà la sua formazione teatrale nel laboratorio italo-russo condotto a Roma presso il teatro ateneo dal regista Anatolij Vassiliev nei primi anni novanta, esperienza pilota nella sua scelta di un teatro di impegno civile, fino all’ultima ricerca sul tema dell’immigrazione clandestina.

Due ospiti italiani in chiusura delle serate dedicate a dodici letture di autori italo-stranieri, sei per sera, con l’accompagnamento musicale dal vivo, per approfondire un aspetto fondamentale della Roma che verrà.

Lo specifico della scrittura teatrale lo sottolineiamo in quanto nelle precedenti edizioni l’apporto degli autori e delle autrici, per quanto valido, non fu specificamente di taglio drammaturgico.

Un comitato scientifico
Al fine di raggiungere il miglior risultato possibile abbiamo organizzato un comitato scientifico che ha vagliato e selezionato gli autori più adatti ad una scrittura teatrale, un comitato di alto profilo artistico e professionale composto da Pierpaolo Palladino, drammaturgo e regista della manifestazione, Lorenzo Pavolini, scrittore, consulente per il teatro Palladium, conduttore radiofonico per programmi culturali di Radio 3, Luca Scarlini, scrittore, saggista e conduttore radiofonico per programmi culturali, Carola Susani, scrittrice, editorialista di Repubblica.

Gli autori e i testi sono:“Stazione Termini” tratto dal romanzo “Madre Piccola” di Cristina Ali Farah (Italo-somala)
Tratto dal suo primo romanzo “Madre piccola” (ed. Frassinelli), una pagina che riflette con nostalgia sulla comunità somala alla stazione Termini negli ultimi nove anni, da punto di ritrovo e fermento di connazionali in attesa del ritorno in patria, ad approdo dei profughi di guerra senza più speranza ne patria.

“Romolo ed Era” di Angeliki Riganatou (greca)
“Cosa nascondono Romolo ed Era nelle cripte della chiesa di Santa Maria del Popolo? La polizia li cerca, ma lui è esaltato ed ottimista. Era invece è nervosa: si chiede se hanno davvero lo stesso obbiettivo, e se le cose non siano andate troppo oltre.  Ma se sul serio verrà usato un decodificatore atomico, il risultato sarà quello atteso? E alla fine, chi è che avrà voglia di mangiare una pizza?”

“Le lacrime della merce” di Claudileia Lemes Dias (brasiliana)
José è un travestito brasiliano e a Roma pratica il mestiere più antico del mondo. Ma romano è anche il suo Angelo Custode, che dissente decisamente dall’attività del suo assistito. All’alba José rientra a casa e trova l’angelo ad aspettarlo per ascoltarlo, irriderlo e consolarlo, entrambi costretti in panni inadeguati.

Piazza Vittorio” – di Gabriella Kuruvilla (italo-indiana)
Viola Chandra è una scrittrice italo-indiana, molto milanese. Invitata a Roma, per parlare di letteratura e immigrazione a piazza Vittorio, vive questo breve soggiorno nella capitale come un una tragica avventura. Che, da subito, assume i toni comici di una disfatta, umana e professionale.

Finestre Romane” di Kathiusca Toala Olivares (equadorena)
In un afoso pomeriggio estivo romano si consuma un anomalo triangolo. Nella casa di un vecchio generone romano cieco, arriva Lucrezia, badante straniera  assunta da una figlia  premurosa ma sempre piena di impegni. La giornata è lunga e  la pazienza si sa, ha un limite.

Paraculis Romanis” di Lilla Falussy (ungherese)
Assomigliare o distinguere? Fare come gli altri oppure seguire la nostra stella? Siamo certi di prendere le decisioni giuste in ogni momento ? Sicuramente no! Un Night Club è un posto adeguato per svelare le stesse bugie.

La Cartolina” di Masturah Alatas (malese)
Che significato potrebbe avere la leggenda della Caritas Romana per due donne malesi, una che vive nell’antichissima Roma e l’altra nella nuovissima Kuala Lumpur, ma è in visita nella città eterna? Quando l’arte e la storia, l’antico e il moderno, si confrontano attraverso immagini non sempre ‘da cartolina’.
Mamma a Roma. Stop” di Muin Masri (palestinese)
Ma cosa si è messa in testa mia madre?! In vita sua non era mai uscita fuori dal paese, e ora, chissà perché, di punto in bianco, decide di prendere un aereo e di venire qui a Roma. Non so che pensare, sono davvero rovinato. Cosa le racconto? Come ho passato questi quattro anni? Dell’unico esame?

Ragazze in Bikini” di Megan Williams (canadese)
Un’attempata ed ironica diplomatica canadese alle prese con un’indiavolata palestra di signore della Roma bene concentrate sul fitness.

“Voglio tornare a casa” di Ingy Mubiay (italo-congo-egiziana)
La voglia di tornare a casa e un foglio di via esecutivo non bastano ad un povero “immigrato per sbaglio” a tornare a casa, e tutto paradossalmente, per problemi di documenti che gli impediscono allo stesso tempo sia di restare che di partire.

Occidentale, amore nero” di Claudio Nigro (Italo-brasiliano)
L’amore è un valore universale o una finzione romantica, un lusso che si possono permettere solo pochi fortunati nati nell’emisfero benestante del pianeta? Camilla, nonostante una vita vissuta all’insegna dell’onestà intellettuale, si scopre invischiata in una ragnatela di pregiudizi e bugie che non aveva mai immaginato possibile.

San Lorenzo” di Igiaba Scego (italo-somala)
Possono due guerre lontane nel tempo e nello spazio essere la stessa? Il bombardamento del 43 di S.Lorenzo a Roma si sovrappone alla guerra civile somala, sullo sfondo della semifinale dei mondiali del 2006. Conflitti, ironia, scontri generazionali in una serata che sarà importante per tutti i personaggi della storia.

Gli interpreti
Cristina Aubry
Fabio Bussotti
Alessandra Costanzo
Caterina Deregibus
Ferdinando Vaselli

Le musiche composte ed eseguite dal vivo dal maestro Pino Cangialosi, pianoforte, fisarmonica e fagotto, con Fabio Battistelli, clarinetto e clarinetto basso e Sitki Taskayali al Saz, percussioni  e voce.

Ospite di apertura per l’11 giugno: Jean-Léonard Touadi, assessore all’università e alle politiche giovanili di Roma, saggista, autore del programma di Rai Educational “Un mondo a colori”, esperto di letteratura migrante.
Ospite di apertura per il 12 giugno: “Mezza parola”, un gruppo di 4 giovanissimi rappers romani, immigrati di seconda generazione che propongono con ritmo metropolitano una ballata sulla “loro” città eterna.

Allestimento a cura di Pierpaolo Palladino.
Ufficio Stampa

Fiammetta Baralla 06.5373390 333.2015944 fiammettabaralla@tin.it
In collaborazione con
Maria Clotilde Recchia 338.3833791 info@pigrecodelta.it
Marialuisa Giordano 338.3500177 autoriperroma@marialuisagiordano.it

Gli autori

Masturah Alatas
Nata nel ’67 e  cresciuta a Singapore. Ha lavorato come giornalista a Kuala Lumpur, Malesia, prima di trasferirisi in Italia. Dal 1994 vive a Macerata dove insegna lingua inglese presso l’ateneo locale. E’ l’autrice del racconto ‘Karl Marx fu circonciso?’ raccolto in Italiani per vocazione (Cadmo, 2005) e ‘Traditrici’ raccolto in Lingua Madre 2006 (Seb27). Sta lavorando su un romanzo ispirato alla vita di Odoardo Beccari, botanico fiorentino del ‘800 che aveva svolto ricerca nel Borneo.

Cristina Ali Farah
è nata a Verona nel 1973 da padre somalo e da madre italiana. È vissuta a Mogadiscio (Somalia) dal 1976 al 1991, quando è stata costretta a fuggire a causa della guerra civile scoppiata nel paese. Si è trasferita per alcuni anni a Pécs, in Ungheria, e in seguito a Verona. Dal 1997 vive stabilmente a Roma dove, nel 2001, si è laureata in Lettere presso l’Università La Sapienza. Sin dal 1999 si occupa di educazione interculturale, con percorsi rivolti a studenti di ogni ordine, agli insegnanti e alle donne migranti. Attraverso il Circolo Gianni Bosio, si è occupata della raccolta di storie orali di donne migranti residenti a Roma. Collabora, inoltre, con numerose riviste e testate come “Repubblica”, “Internazionale”, “Malepeggio”, “Nigrizia”. In Italia suoi racconti e poesie sono stati pubblicati in diverse antologie e riviste. Nel 2006 ha vinto il “Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre” indetto dal Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile di Torino insieme a Regione Piemonte e Fiera Internazionale del Libro di Torino.
Nella primavera 2007 è uscito “Madre piccola” il suo primo romanzo, edito da Frassinelli.

Claudiléia Lemes Dias
Brasiliana, nata nel ’79 a Rio Brilhante – MS, laureata nel 2003 in legge presso la Pontificia Università Cattolica (Curitiba – PR – Brasile). Del 2005 è il Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani (Università di Roma III “La Sapienza”). Nel 2006 consegue il Master in Mediazione Familiare (Centro Studi Bruner – Forum Europeo di Mediazione Familiare) e dal 2007 è dottoranda di ricerca in Sistema Giuridico Romano presso il Dipartimento di Storia e Teoria del Diritto dell’Università di Roma II “Tor Vergata”. Riceve una menzione speciale della giuria nel concorso “Io e Roma” per il racconto “Di quando il mondo di Amina si divise in due” e il Premio “Arte pela Paz” (Associazione dei Giuristi per l’Integrazione Latinoamericana – AJIAL). Ha pubblicato diversi lavori scientifici su tematiche inerenti al Diritto Internazionale Pubblico e la Mediazione Familiare.
Lilla Falussy
È nata  in Ungheria nel 1974. È laureata in drammaturgia all’Accademia D’Arte Drammatica e Cinematografica di Budapest nel 2003. Ha lavorato nei diversi teatri di Budapest e nel Teatro Sandro Hevesi di Zalaegerszeg. Con l’adattamento “Delitto e castigo dietro le griglie” ha vinto il premio come miglior spettacolo al Festival Nazionale Teatrale Ungherese nel 2001. Esordio teatrale con il testo “Demi sec” nel 2003, che è stato messo in scena in Teatro Csokonai di Debrecen, poi pubblicato in diversi volumi e tradotto in inglese e tedesco. Ha lavorato alla Televisione e Radio Ungherese. Vive a Roma dal 2005.  Ha lavorato per Rai International come traduttrice e annunciatrice. Ha partecipato al Corso di sceneggiatura “Script” organizzato da Rai Fiction. Scrive drammi, sceneggiature e novelle.

Muin Masri
è nato nel 1962 a Nablus (Palestina). E’ in Italia dal 1985. Oggi vive a Ivrea, dove lavora. Ha esordito nel 1994 con Racconti?, una raccolta bilingue (italiano – francese) pubblicata da Scriptorium. Ha pubblicato, tra l’altro, il miniracconto Le mutande nere (Goethe Institut, 1996), i romanzi Il sole d’inverno (Lupetti & Fabiani, 1999), Pronto ci sei ancora? (Portofranco, 2001 – Lochness libri, seconda edizione 2006) e Io sono di là (Michele di Salvo – Traccediverse, 2005). Nel 2001 ha realizzato Viaggio di sola andata, cinque episodi trasmessi da Radiotre nell’ambito del programma Centolire. Collabora alla rubrica Cronache italiane per il settimanale Internazionale. Nella sua letteratura Masri non racconta quasi mai la guerra che pure ha vissuto con tutta la sua violenza e le sue emozioni negative, ma preferisce narrare storie di vita quotidiana di gente comune, dei loro sogni, desideri e paure che normalmente non trovano mai spazio sui media. Per lui questi sono i veri protagonisti ed eroi della resistenza e della lotta per la vita che, nonostante tutto, merita di essere vissuta e difesa.

Ingy Mubiayi Kakese
Nasce al Cairo nel ’72 da padre congolese e madre egiziana. Vive a Roma dal 1976, dove ha aperto una piccola libreria a Primavalle, quartiere periferico romano. Dal 2004 i suoi racconti sono apparsi in raccolte, riviste e antologia. Ultima raccolta in ordine di tempo “Pecore Nere” ed. Laterza. Ha curato insieme a Igiaba Scego la raccolta sulle seconde generazioni “Quando nasci è una roulette” ed. Terre di Mezzo.

Kathiusca Toala Olivares
Nasce a Manta (Ecuador) nel 1974. È in Italia dal 2002 e risiede a Roma dove lavora come assistente familiare.  Autrice di racconti nel tempo libero, scrive storie che riguardano soprattutto la sua esperienza di migrante e di lavoratrice a Roma. Nel marzo 2006 con il racconto “La mia vita a Roma” si è classificata seconda  nel concorso letterario “Io e Roma” organizzato dal Comune di Roma e riservato ad autori stranieri.  Nel luglio 2006 con il racconto “Gli occhi del Natale” ha vinto il premio letterario “Pagine da gustare” organizzato dalla Pro Loco di Garrufo (Te). Nell’Agosto 2006 il racconto “La valigia e la speranza” è stato pubblicato nella raccolta “I Racconti di Sabaudia 2006″ edito da Baldini Castoldi Dalai Editore.  Nel Settembre 2006 il racconto “La valigia e la speranza” ha ricevuto il premio G.A.L. nell’ambito del concorso “I Racconti di Sabaudia” organizzato   dall’assessorato alla cultura del comune di Sabaudia. Attualmente sta frequentando un corso avanzato di lingua Italiana presso l’Università Popolare di Roma.

Claudio Nigro
Nasce a São Paulo del Brasile da madre paulista e padre toscano. Si trasferisce all’età di 19 anni in Italia dove conduce il programma di worldmusic IPANEMA & NAGASAKI, Radio Insieme – Toscana (95/96) e dove esordisce come regista portando in scena i suoi testi, SUPER PARADISO (97), RAGÙ DI BAMBINA (98), DEATHLESS (99), INLABIRINTO (2000). Insegna teoria della sceneggiatura in Italia e in Brasile, qui ha vinto il premio Fernando Coni Campos per la sceneggiatura del cortometraggio CORNETEIRO LOPES, prodotto da X-Films, Bahia (2003). Lavora come dialogista per la soap-opera RICOMINCIARE, in onda su Rai Due (2000/2002). Pubblica racconti su alcune riviste letterarie italiane, tra cui SCORRERE sulla prestigiosa NUOVI ARGOMENTI, Mondadori (2005). È redattore della rivista on line di letteratura cultura e responsabilità, Lo SCIACALLO. Tra i testi tradotti, il romanzo STELLA MANHATTAN di Silviano Santiago, Robin Edizioni (2004). Come critico d’arte, insieme ad Alessandro Riva, cura il catalogo della prima mostra di pittura di Gonzalo Orquin alla Galleria Gobbi, Roma (2006). Art director e regista della campagna pubblicitaria della linea TOTEM, Biopharma, Roma (2007). Diplomato regista cinematografico alla N.U.C.T. e laureato all’Università La Sapienza in Letteratura Comparata, partecipa per la seconda volta alla rassegna teatrale AUTORI PER ROMA.

Angeliki Riganatou
è nata ad Atene nel 1964, veterinario, vive e lavora nelle Marche. Ha esordito in “Papergang” – under 25/atto terzo- a cura di Pier Vittorio Tondelli nel 1990. Ha pubblicato reportage e racconti su riviste e quotidiani tra cui “Nuovi Argomenti” e “Il Riformista”. E’ sempre in procinto di vedersi pubblicare l’opera prima, che negli anni è sempre diversa, ma sempre Prima, oltre che in procinto.

Igiaba Scego
Nasce a Roma nel 1974 da genitori somali. È laureata in Lingue e sta svolgendo un dottorato di ricerca in Pedagogia all’università di Roma Tre. Ha pubblicato i romanzi La nomade che amava Alfred Hitchcock e Rhoda (entrambi Sinnos editrice), due racconti nell’antologia Pecone nere (Laterza) e insieme alla collega Ingy Mubiayi ha curato il volume di interviste a ragazzi afroitaliani Quando nasci è una roulette (Terre di Mezzo). In autunno il suo secondo romanzo per l’editore Donzelli.

Megan Williams
Scrittrice e giornalista cadanese che abita a Roma. Lavora regolarmente per il maggior network del suo paese, CBC, come anche per numerose altre testate negli Stati Uniti e Europa, inclusa BBC e Deutsche Welle; ha lavorato per numerose testate radiofoniche.  I suoi articoli sono stati pubblicati su molti quotidiani importanti, tra cui il Globe e il Mail, e su varie riviste. Ha all’attivo varie sceneggiature e racconti. Dall’ultima raccolta, Saving Rome, pubblicata lo scorso anno, è tratto il breve monologo Bikini, in scena ad Autori per roma.

Gli interpreti

Cristina Aubry
attrice teatrale e radiofonica,da anni concentra la sua attivita’ sulla drammaturgia contemporanea italiana ed estera(Woustra, Belbel, Lerner ed altri autori teatrali) Con Palladino affronta il teatro di narrazione (“La signora in blues”, “Al Pacino”). Da anni collabora con RADIO 3, tra l’altro, partecipando al programma  giornaliero TEATROGIORNALE di Cavosi in diretta per tre anni. Ultimamente è assistente di Giovanni Lo Cascio in un laboratorio musicale (JUAKALI DRUMMERS ) con i ragazzi della bidonville di Nairobi in Kenya che debuttera’ in Italia nel 2008.

Fabio Bussotti
attore di teatro e di cinema, ha vinto un Nastro D’Argento come migliore attore non protagonista per il film “Francesco” di Liliana  Cavani. Allievo di Vittorio Gassman, ha lavorato con registi come Ermanno  Olmi, Federico Fellini, Francesca Archibugi, Maurizio Zaccaro, Luigi  Faccini, Stefano Gabrini, Beppe Navello, Maurizio Nichetti, Nanni Fabbri,  Mario Monicelli e tanti altri. Oltre che attore, Fabio bussotti scrive  testi teatrali, è sceneggiatore e traduttore di romanzi dall’inglese.

Alessandra Costanzo
Catanese di nascita, si è formata professionalmente nel Teatro Stabile della sua città, cominciando in età liceale nella Scuola di Recitazione e conseguentemente nella Compagnia, dove ha l’onore di recitare accanto a Turi Ferro. Trasferitasi a Roma, è presente in compagnie di giro primarie. Reputata la sua formazione completata, comincia un percorso di studio verso la nuova drammaturgia, per l’esigenza di contenuti e linguaggi immanenti alla storia presente. Gli autori con cui collabora sono Camerini, Belocchi, Longoni, Manfridi, Reali, Marino, Moretti, Jovanovic, Binosi, Bassi, Palladino, Camilleri. Il lavoro diventa portare a compimento dei progetti, fornisce l’occasione di sperimentare affinando mezzi e intenti; la necessità di crescita dell’ interprete passa attraverso modi espressivi e scelte di campo. Costanzo lavora contemporaneamente in cinema con Zeffirelli, Grimaldi, Risi, i Taviani, Pompucci, Scola, Caranfil, Kenovic, Turturro, Helgeland.

Caterina Deregibus
Nata a Casale Monferrato da madre etiope e padre italiano. Si diploma presso la scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi. Nel 1996 debutta sul palcoscenico del Teatro Argentina in “Quer Pasticciaccio brutto de Via Merulana”, regia di Luca Ronconi. Prosegue il suo percorso teatrale con i seguenti registi : Maurizio Scaparro, Valter Malosti e Rosario Tedesco. Nel 2000 lavora per la tv come protagonista della serie “Linda e il Brigadiere e..” , al fianco di Nino Manfredi, e nel 2002 nella serie “Commesse 2”. Debutta sul grande schermo con una partecipazione al film “The Talented Mr Ripley” diretto da Anthony Minghella  e continua con alcuni cortometraggi. Nel 2004 è  Elena nell’ “Iliade” di Alessandro Baricco, per RomaEuropa Festival. Negli ultimi anni si è dedicata all’approfondimento della sua identità meticcia, attraverso testi di scrittrici italo-africane – Cristina Ali-Farah e Valentina Mmaka Akava-  o facendo convergere la sua ricerca su testi e personaggi classici. Seguendo questa traccia ha debuttato nel Marzo 2007 al Teatro Donizetti di Bergamo con “Medea” di Euripide, diretta da Fabio Sonzogni .  Attualmente sta lavorando a un progetto personale sulle culture d’appartenenza, e al personaggio di Yasmeen, per la serie  televisiva “Il Capitano” diretta da Vittorio Sindoni.

Ferdinando Vaselli
segue il corso di perfezionamento per attori presso Pontederateatro. Dopo aver preso parte a numerosi spettacoli come attore ha intrapreso dal 2004 un percorso sulla memoria. Bocchisiero Regia di V. Esposito è la prima tappa (Teatro della Tosse di Genova e Piccolo Teatro Studio di Milano nell’ambito della rassegna Teatri dello Sport 2004) . 50lire spettacolo sulle fabbriche senza padrone è la seconda tappa (sotto forma di studio alla Biennale dei Giovani artisti Del Mediterraneo a Napoli, all’Arena del Sole per Multimedialaborfestival di Bologna ) e vince la XII edizione del Premio Enrico Maria Salerno. Nel 2006 scrive e cura la regia di Annuska  con Rosa Sironi (finalista Premio Dante Cappelletti). Dal 2006 cura la direzione artistica del Festival dei Centri storici Della Valle Del Farfa.

I Narratori

Marco Baliani
Attore  autore  e regista. Con lo spettacolo Kholhaas del 1989 attraverso un originale percorso di ricerca , da vita al teatro di narrazione, che segna la scena teatrale italiana. Per cinque anni , dal 96 al 2000 dirige il progetto artistico i Porti del Mediterraneo (Ente teatrale italiano) producendo spettacoli corali con attori provenienti da diversi paesi dell’area mediterranea.  Con  Maria Maglietta conduce una ricerca sulla drammaturgia narrativa con spettacoli sulle memorie dei soldati della prima guerra mondiale in trentino Come gocce di una fiumana(premio IDI per la regia), sulla strage di Bologna del 2 agosto Antigone delle città e sulla figura di Cesare Battisti Scomode parole. In cinema è diretto da Mario Martone, Francesca Archibugi, Cristina Comencini , Roberto Andò e Saverio Costanzo. Col figlio Mirto, musicista, crea il libro per bambini Il signor Ventriglia (ed.Orecchio Acerbo). Per la Rizzoli pubblica Corpo di stato per i vent’anni dalla morte di Aldo Moro. Con Felice Cappa per la Garzanti pubblica Francesco a testa in giù, per la Rizzoli il romanzo Nel Regno di Acilia e il diario dell’esperienza teatrale con i ragazzi di strada di Nairobi Pinocchio Nero(premio teatrale Ubu 2005) e nel 2006 sempre con la Rizzoli il libro L’amore buono cronaca diario dell’omonimo spettacolo sul tema dell’aids con altri ragazzi dello slum di Nairobi.

Ulderico Pesce
Definito dalla critica italiana: “esponente di spicco della nuova generazione dei narratori teatrali italiani”, è nato in Lucania ed è stato allievo dell’Accademia di Teatro di Mosca diretta da Anatolij Vasilev, ha lavorato come attore con Luca Ronconi, Carmelo Bene, Giorgio Albertazzi, Giancarlo Sbragia, Gabriele Lavia e altri. Ha partecipato a vari progetti internazionali, a festivals in Australia, Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Colombia, Venezuela, Francia e Svizzera. I suoi due ultimi lavori sono: “Storie di Scorie, il pericolo nucleare italiano: Scanzano, Saluggia, Roma, Latina, Rotondella”, con cui ha vinto il Premio Nazionale Legambiente 2005 e “FIATo sul collo. I 21 giorni di lotta degli operai della Fiat di Melfi” testo con cui ha vinto la sezione Marisa Fabbri del Premio Riccione Teatro 2005.

Il compositore

Pino Cangialosi
Nasce a Roma. Compositore, direttore  ed esecutore e ha iniziato gli studi al “Pontificio Istituto di Musica Sacra” per concluderli al Conservatorio di “S. Cecilia” di Roma. Come direttore si dedica principalmente alla musica del ‘900 e contemporanea. Ha svolto, con successo,  attività concertistica  in Italia , Spagna, Svizzera, Olanda e Francia. Nel 2004, ha fondato la “Libera Orchestra” costituita da docenti e allievi del Conservatorio di Latina, con la quale  ha riscosso numerosi consensi di pubblico e critica. Ha composto e diretto le musiche di oltre 120 spettacoli teatrali, Film, Musical,  spettacoli di Nuveau Circ, collaborando, tra gli altri, con F. Bucci, G. Cederna, P. D.Esposti , A. Foà, P.Micol, P. Palladino,  D. Riondino,  B. Roca Rey, A. Sandrelli,  M. Wertmuller etc. Ha inciso per le case discografiche R.C.A., Frequenz e Musikstrasse. E’ docente al Conservatorio di Musica “O. Respighi” di Latina.

http://www.fabbricazioni.org/

COMUNICATO STAMPA

FabbricAzioni

Festival in fabbrica

direzione artistica Pierpaolo Palladino

25-26-27 settembre

CITTADUCALE, RIETI

Stabilimento TUBI S.P.A – ex F.lli Torda

S.S. Via Salaria direzione l’ Aquila km 90


Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro”. (L.Einaudi)

Ci piace citare Luigi Einaudi , economista e politico oltre che indimenticato giornalista per parlare di FabbricAzioni, Festival nato all’interno della Tubi Spa, azienda siderurgica nel complesso industriale di Cittaducale alle porte di Rieti.

Trasformare una fabbrica dove le macchine piegano e modellano l’acciaio in un luogo di arte e cultura è l’idea da cui è partito Pierpaolo Palladino.

Creatore e direttore artistico di rassegne e festival (da “Autori per Roma” a “Racconti al Parco”), autore e interprete di racconti teatrali nati dalle occasioni e dagli incontri casuali della vita romana (Il PellegrinoLa battaglia di RomaAl PacinoSputa la Gomma e l’ultimo La Matematica Sentimentale) Palladino parte ora per una nuova avventura culturale.

“Impresa di famiglia titolo dello spettacolo scritto a quattro mani con il fratello Ivan e per la prima volta in scena con una mise en espace diretta da Pietro Bontempo, potrebbe essere a ragione il leit motiv di FabbricAzioni, tre giorni di teatro, musica, danza, arti sceniche mescolate tra loro e agite proprio in una fabbrica.

Racconta Ivan Palladino, imprenditore ‘prestato’ al teatro :

‘Dopo il diploma e qualche esame universitario alle spalle, il mio inserimento nel mondo del lavoro è stato facilitato dalla possibilità di essere assunto nell’impresa paterna. I primi anni del lavoro in azienda sono stati connotati da una altissima tensione nei rapporti fra me e mio padre che scaturiva dalla insolvenza reiterata dei nostri clienti, dalla crisi del mercato siderurgico di quegli anni e dal differente approccio che ognuno di noi aveva alla soluzione dei problemi che si presentavano.È proprio a questa atmosfera, tipica di tante piccole imprese a conduzione familiare, che il lavoro mio e di mio fratello si è ispirato cercando di esporre in chiave drammaturgica tutte le ansie e le attese che scandiscono le singole giornate lavorative. Anche per gli altri personaggi della commedia, il capo operaio, il venditore anziano, il giovane in prova, l’impresa si pone come unica realtà alla alternativa del “posto sicuro” in uffici e ministeri. Realtà alternativa appunto, ma non certo stabile. Il dio mercato su cui la libera impresa si fonda non può certo tenere conto della buona volontà, è regolato da leggi oscure, da realtà imprenditoriali infinitamente più importanti di quelle di una piccola o media impresa. Emerge quindi la sensazione che il tempo per svolgere qualsiasi azione non sia sufficiente e che la vita, alienata, debba essere necessariamente sacrificata al lavoro.

Con spettacoli dedicati ai luoghi del lavoro,  Impresa di famiglia di Ivan e Pierpaolo Palladino – con Bruno Alessandro, Fabio Bussotti, Pietro De Silva, Caterina Misasi, Daniele Monterosi, Sante Paolacci – e Fabbrica di e con Ascanio Celestini,FabbricAzioni vuole essere il punto di partenza di un progetto altrettanto ambizioso:

un nuovo Centro Culturale Polifunzionale dedicato all’Arte e agli Artisti alle porte di Rieti.

Uno luogo fisico donato all’Arte dall’impresa di famiglia appunto, una parte del complesso industriale Tubi S.p.a.

Un festival che nasce dal sostegno di sponsor privati, aziende che lavorano nell’indotto siderurgico sia a livello nazionale e internazionale che presenti nella realtà imprenditoriale reatina, per valorizzare il binomio arte e lavoro.

Coils e teatro, montacarichi e coreografie, saldatrici, folk rock e cortometraggi…FabbricAzioni trasloca lo spirito aziendale in uno spazio multimediale animato da storie, corpi, voci e personaggi, fermando e valorizzando le macchine per dar vita all’azione artistica.

Durante il festival, la Tubi spa ospiterà inoltre una mostra dedicata al progetto del nuovo Centro Culturale Multimediale, alle sue potenzialità nella provincia reatina e oltre, a luogo dove  artisti e tecnici si formeranno e produrranno nuove opere.

Longo lo cammino ma grande la meta…

recita una celebre frase de ‘L’Armata Brancaleone

Il festival aprirà ufficialmente con BRANCALEONE interpretato dai ragazzi del

Centro Eta Beta di Viterbo, un debutto che suggerisce l’apertura del futuro centro ai diversamente abili in grado di comunicare pienamente, attraverso il palco, le loro capacità espressive e motorie. Una proposta nata dall’incontro con la Ausl e la prefettura di Rieti.

‘Cara madre il 16 di marzo di quel ’49 è il primo giorno che entro in fabbrica.

‘Una fabbrica vuota dove gli unici operai che la abitano sono quelli che la fabbrica non riesce a cacciare via. I deformi, quelli che nella fabbrica hanno trovato la disgrazia. Quelli che hanno sposato la fabbrica lasciandole una parte del loro corpo, delle loro storie e della loro identità.’

FABBRICA di e con Ascanio Celestini non ha certo bisogno di presentazioni.

Ma il significato della presenza di questo spettacolo nella rassegna FabbricAzionista forse proprio nelle parole del protagonista. La fabbrica come luogo su cui molti hanno riversato i loro sogni, ma anche la fabbrica come carcere, frustrazione, dispersione del sé.

C’è nel mondo qualcosa che ci costringe a pensare. Questo qualcosa è l’oggetto di un incontro” (Deleuze, Differenza e ripetizione).

Che può essere anche l’incontro tra mente e corpo artististicamente espressi da

Loredana Parrella, coreografa con la compagnia di danza CIE-TWAIN, che presenta con CORPO a CORPO alcuni frammenti della grandiosa storia umana raccontata in una sequenza di tableaux vivents, ora estatici ora lirici ora estremi, ma sempre poetici.

E ancora musica, rumori, movimento, rotture, asimmetrie, dinamica, velocità e colori contrastanti, animano FUTUR E’ della coreografa Sabrina D’Aguanno, dedicato al futurismo e alle sue luci, le sue ombre, i suoi flash, con cravatte psichedeliche, tute arcobaleniche a coni e losanghe ritagliate e messe insieme in stoffe diversissime l’una dall’altra, gilet con tessuti dal disegno inconsueto, fosforescenze…

La televisione ha creato l’Italia? Bene noi dobbiamo passare attraverso la demolizione, la polverizzazione dell’elettrodomestico e del suo povero linguaggio per rifare l’Italia.

Ed ecco Andrea Cosentino che con la sua strampalata TeleMomò afferma

Tutto quello che vogliamo fare è conservare intatta al sicuro la cultura che pensiamo ci appartenga’ e subito dopo con auto/ironia  ‘Non è piacevole ma noi siamo la minoranza degli strambi che gridano nel deserto’.

Il Centro Culturale Polifunzionale che vorrebbe nascere è pensato per le nuove proposte ed è dedicato ai giovani – ma non solo siamo in tanti ad apprezzarli – il concerto dei Ratti della Sabina che nel loro ultimo cd “Va  tutto bene” cantano  ‘ma chi se lo ricorda quand’è che è stata l’ultima volta / che ho provato ad imparare qualcosa d’interessante”.

E  nuove proposte, questa volta di cineasti che proporranno “CORTI ASSAGGI” dei loro lavori cinematografici.

Consapevoli che , citando ancora i “Ratti” - ‘Cammino lento e cerco il tempo che passa lento e cerca me e con la testa fuori dal centro io conto i passi dietro di me…’

Mariano Rigillo con Anna Teresa Rossini e Cristina Aubry leggono il “Fragment” a cura di Francesco Branchetti.

“Faust – ein Fragment” così l’ha chiamato il suo autore, Adalbert von Chamisso, con una sorta di umiltà nei confronti del leggendario personaggio e del suo maggiore “biografo”.

Ma è un Faust particolare, diverso dalle diverse interpretazioni, quello che, attraverso la traduzione di Enrico Bernard, arriva in Fabbrica.

Un Faust che rifiuta sia il bene che il male affermando la dignità dell’uomo, rivendicando la libera scelta.

Un Faust che rappresenta l’uomo moderno in rivolta contro i “poteri” sovrastanti.

‘Tu che ti opponi al mio volere, va via!

Con te voglio farla finita, e così sia:

Ascolterò colui che darà alla vita mia

Ciò che pretendo: senso, verità e armonia.’

Ufficio Stampa

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FabbricAzioni

è un progetto realizzato

con il contributo di Regione Lazio

ed il patrocinio di

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Comune di Rieti

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sede organizzazione – Pubblicità e marketing – SEGECOV via degli elci 22 Rieti – tel 0746 271010


Teatri di vetro

in collaborazione con

RACCONTI TEATRALI

presentano

Il posto del drammaturgo

Un confronto sulla drammaturgia e il teatro del presente

Tavola Rotonda

“Il posto del poeta a teatro è in fondo a sinistra, vicino all’uscita”

Jacques Copeau (1911)

Nella variegata proposta del teatro indipendente, essere drammaturgo significa  in molti casi partecipare direttamente alla creazione e organizzazione degli strumenti necessari a realizzare i propri testi. Gli autori sono di volta in volta anche registi, scenografi, costumisti, talvolta organizzatori di festival, animatori di spazi teatrali dedicati alla drammaturgia contemporanea.

Nell’ambito di Teatri di vetro vogliamo dar voce alle testimonianze di chi, nel seguire la propria vocazione di autore teatrale, si confronta con i problemi della messinscena, non certo in una prospettiva di autarchia creativa ormai superata ma coltivando una relazione diretta con registi, attori e produttori. Ma vogliamo anche chiederci quale è e come è cambiato il ruolo della scrittura nel teatro contemporaneo dopo che il Novecento ha visto prevalere l’autorialità della regia (come avevano previsto Copeau e Pirandello) accelerando in tal modo quel divorzio tra la letteratura e il teatro che negli anni terminali del secolo appena trascorso è parso a molti definitivo. Quale è “il posto del drammaturgo” sulla nuova scena italiana nel momento in cui proprio il teatro indipendente rimescola e ridefinisce in un nuovo paesaggio (se non in una nuova sintesi) molte delle dicotomie estetiche che hanno dominato il recente passato? A rispondere a questa domanda abbiamo chiamato autori, registi e critici provenienti da diversi ambiti (e da diverse poetiche) della produzione teatrale attuale ma accomunati dall’idea che tra la parola e la scena un nuovo rapporto sia possibile.

Alla tavola rotonda, introdotta da Pierpaolo Palladino e  coordinata da Graziano Graziani e Attilio Scarpellini interverranno:

Alberto Bassetti, Gianni Clementi, Renata Ciaravino, Andrea casentino, Marcello Isidori, Katia Ippaso, Alessandro Langiu, Tiziano Scarpa, Valeria Talenti, Daniele Timpano.

La tavola rotonda sarà seguita da una lettura scenica di due atti unici di Gabriella Kuruvilla e Kathiusca Toala Olivares prima fase di studio del progettoAltritaliani, curato da Pierpaolo Palladino.

ALTRITALIANI

lettura drammatizzata a cura di

Pierpaolo Palladino

“Essere o non essere” di Gabriella Kuruvilla (italo-indiana)

“Doppio misto” di Kathiusca Toala Olivares (Equador)

con

Cristina Aubry Noemi Parroni Ferdinando Vaselli Pierpaolo Palladino

Musiche

di

Pino Cangialosi

eseguite dal vivo da Maria Teresa Martuscelli  (tastiere) Benedetto Biondo (tromba)

“Altritaliani” è un progetto ideato e curato da Pierpaolo Palladino con l’ass. cult. Racconti Teatrali che si rivolge agli autori “italo-stranieri” ossia immigrati di prima o seconda generazione che usano direttamente l’italiano come lingua di riferimento e possano esprimere, attraverso la drammaturgia,  il loro rapporto con l’Italia in quanto paese di appartenenza. Vicende ambientate in Italia e che parlino di un’identità complessa, composta dalla cultura familiare d’origine, anche etnicamente mista, e dalla vita sociale di tutti i giorni, nel lavoro, nella scuola, e nel rapporto con le istituzioni delle nostre province o delle nostre città più grandi.

I due testi che presentiamo in lettura sono la prima tappa di un laboratorio di scrittura avviato con vari autori e che troverà il suo punto finale nell’allestimento di uno spettacolo presso il teatro Lo Spazio.it di Roma, a marzo del 2009.

Essere o non essere” di Gabriella Kuruvilla, scrittrice e pittrice nata in Italia da padre indiano, mette in scena il dramma di una ragazza incinta, nata e creciuta a Milano, che vivendo immersa in un assoluto precariato, lavorativo e affettivo, rifiuta la sua gravidanza, e l’idea di poter avere un figlio meticcio, per non ferire e deludere i suoi genitori, visceralmente legati all’identità indiana anche se si sono trasferiti in Brianza da più di 40 anni.

Il testo è tratto dal racconto Aborto, che verrà pubblicato nell’antologia E’ la vita, dolcezza, edito nel giugno 2008 da Baldini Castoldi Dalai.

Doppio Misto” di Kathiusca Toala Olivares, affronta in chiave di commedia i vari luoghi comuni e le ipocrisie di due coppie miste, in questo caso un fratello e una sorella romani e i rispettivi compagni, equadorena lei e peruviano lui, ma con un punto di vista autoironico sulla condizione degli immigrati, delle badanti e dei matrimoni combinati e non.

Per la stampa

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FESTIVAL “RACCONTI AL PARCO”
V EDIZIONE

Un grande successo di pubblico e di critica ha accolto le prime quattro edizioni del festival “Racconti al Parco”, diretta da Pierpaolo Palladino, dove musica dal vivo e affabulazione si sono dimostrati gli ingredienti vincenti per un teatro popolare diretto al pubblico più diverso, inaugurando l’anfiteatro di Parco Alessandrino, una nuova struttura in grado di contenere oltre 1000 posti all’interno del parco, facilmente accessibile sia per un ampio parcheggio posto nelle vicinanze, che per l’assenza di barriere architettoniche che consentono a tutti di godere della suggestione e della predisposizione all’ascolto che il silenzio del luogo offre.

Nelle varie edizioni si sono alternati Ascanio Celestini, Laura Curino, Massimo Wertmuller, Mario Perrotta, Vincenzo Pirrotta, Davide Enia, Flavio Insinna, Tiziana Foschi, Fausto Paravidino, Mario Pirovano, con storie provenienti dalle varie parti d’Italia, con accenti e tradizioni che variavano dal Piemonte alla Sicilia, fino alle memorie dei minatori italiani in Belgio.
Accanto a loro ha acquistato sempre più importanza la presenza di spettacoli che hanno come fulcro la capitale e le sue multiformi anime, con una sezione dedicata agli “Autori per Roma” che è poi diventato il tema principale della terza edizione, proponendo i nuovi autori italo-stranieri che scrivono direttamente in lingua italiana e raccontano la città dal loro punto di vista.

L’ultima edizione ha visto la partecipazione di più di tremila persone alla serata di apertura, seduti oltre che nelle gradinate anche nei prati laterali della collina e negli spazi circostanti il retro palco.

La collocazione di tale festival nell’ambito dell’estate romana ha significato una collaborazione attiva dell’associazione Racconti Teatrali sia con il Municipio Roma 7, che ne ha finanziato l’impresa, sia con il IV Dipartimento che ha ulteriormente sostenuto il progetto inserendolo nel cartellone ufficiale dell’Estate Romana. Tali sforzi di intervento pubblico hanno l’obiettivo di offrire quest’anno, come nelle scorse edizioni, una programmazione ad ingresso gratuito, con l’obiettivo di incrementare la proposta e la fruizione teatrale in questa parte della periferia romana.
Anche per la quinta edizione, che avrà luogo da sabato 14 luglio a venerdì 20 luglio 2007, l’anfiteatro si animerà di storie provenienti dalle varie parti d’Italia proponendo narratori di respiro nazionale accanto a nuove proposte e ai gruppi i più interessanti e attivi del panorama cittadino, con una sezione speciale dedicata espressamente alle realtà culturali del Municipio Roma 7, con l’obiettivo di segnalare e valorizzare le espressioni artistiche più significative del territorio.

Pierpaolo Palladino