Articoli nella sezione ‘L'ultimo angelo’

Associazione Culturale “Racconti Teatrali”

presenta

L’ ULTIMO ANGELO

di Pierpaolo Palladino

con Pierpaolo Palladino e Cristina Aubry

regia Manfredi Rutelli

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Fast Tube by Casper

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La spasmodica ricerca dell’avventura, il folle desiderio di una via di fuga dal proprio quotidiano, la corsa e l’inseguimento della passione irrazionale, la disperata voglia di “cambiare pelle”.
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Tutto questo sta nell’Ultimo Angelo, secondo atto della “trilogia” che Pierpaolo Palladino e Manfredi Rutelli offrono alla stagione teatrale romana.
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Protagonisti sono marito e moglie. Lorenzo, alle prese con un amore per una prostituta incontrata una sola volta, monologa durante il suo viaggio notturno in una Roma piovosa e intasata dal traffico natalizio.
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Passa al setaccio la sua esistenza e inveisce contro il lavoro e la moglie riservando alla figlia piccola i suoi sensi di colpa.
Paola, sua moglie, si reca ad un appuntamento con l’amante, incontrato anch’egli una volta sola, ma di cui sembra aver perso la testa, divisa tra il senso di colpa per la figlia che la aspetta a casa e il desiderio di lui che si fa sempre più bruciante.
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Monologhi che si rincorrono, incontri solo evocati dagli attori in scena, come evocati sono gli ambienti narrati attraverso simboli, luci e musiche, mentre la radio annuncia l’ennesimo omicidio a luci rosse.
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Ufficio Stampa
fiammetta baralla e marialuisa giordano
3332015944 – 3383500177
fiammettabaralla@alice.it teatro@marialuisagiordano.it

Palcoscenico

  • dimensioni minime:  altezza 4 m - larghezza 5,50 m - profondità 5 m
  • quadratura nera montata a scatola comprensiva di soffitti quinte e fondale (o pareti nere o scure)
  • graticcia praticabile o rocchettiera per sostegno 3 americane e tiri scenografici (quinte e fondali e tulle e attrezzeria della compagnia)
  • 20 Corde, rocchetti, o bozzelli,
  • cantinelle per stangoni e schiacciolatura
  • pavimento in legno inchiodabile o pesi sufficienti x schiacciolatura
  • scala per puntamenti
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“A fare da sfondo alla vicenda […] c’è qui una piovosa Roma notturna di cui si citano luoghi reali come la metropolitana o il Lido di Ostia : scenario evocato attraverso un linguaggio diretto, quasi fisico, ma non per questo poco lirico. Anzi, tutto qui si scioglie nella lingua, tutto avviene dentro un monologo a due voci che riesce a ricostruire perfettamente il disagio di essere se stessi.”
IL GIORNALE – Laura Novelli

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NOTE DI REGIA
Il flusso di pensieri che con ritmi diversi avvolge le due solitudini di Lorenzo e Paola è il punto chiave di un lavoro teatralmente basato sulla parola; parola che a sua volta evoca rumori, vitalità rumorosa dell’ambiente che circonda i due protagonisti e che ne sottolinea il senso di smarrimento ed alienazione da entrambi vissuto.